KEVIN SPACEY, TALENTO DA OSCAR

Kevin Spacey Fowler, classe '59, è un artista eclettico, vincitore di due Premi Oscar per I SOLITI SOSPETTI (attore non protagonista) e AMERICAN BEAUTY (attore protagonista).

Ha debuttato in una recita scolastica di "Tutti insieme appassionatamente" per poi proseguire a Broadway l'amore per il musical.

Arriva al cinema con piccoli ruoli, fino all'Academy Award che lo lancia nell'Olimpo delle star.

Ultimamente sta collezionando ruoli da super cattivo, dalla versione di Lex Luthor dell'amico Bryan Singer in "Superman Retums" fino al Presidente USA Frank Underwood nella serie "House of cards" (la stagione 6 torna su Netflix America a giugno 2018).

È stato direttore artistico del teatro Old Vic a Londra, ottenendo poi la cittadinanza britannica.

Ha collezionato ruoli cult in pellicole come "L.A. Confidential", "Seven", "Riccardo III - Un uomo, un re" di Al Pacino ed "Elvis & Nixon".

Ha prestato la voce al videogioco "Call of Duty" oltre che a svariati cartoon.

E anche regista, sceneggiatore e produttore.

A Roma ha da poco girato per Ridley Scott "All the money in the world" sul delitto Getty, dopo il poliedrico "Bady Driver - Il genio della fuga", dove guida una banda di criminali composta anche da Ansel Elgort, Jamie Foxx e Jon Hamm.

BLUE STEEL - BERSAGLIO MORTALE

New York. E' di fresco arruolamento la piedipiatti Megan Turner (Jamie Lee Curtis), quando si trova di fronte a un evento che le cambierà la vita.

Al suo primo turno di ronda notturna incoccia in un rapinatore al supermercato, pistola in pugno.

La ragazza, dopo le intimazioni di rito a gettare l'arma, spara per prima e quello resta secco, mentre un tizio svelto di mano sgraffigna la pistola del defunto.

Lei è sospesa dal servizio e intanto il ladro, l'insospettabile agente di borsa Eugene Hunt (Ron Silver), decide di giocare al gatto con la topa, pardon, topo: ha avviato un'attività di serial killer utilizzando proiettili su cui ha inciso il nome "Megan Turner".

BLUE STEEL - BERSAGLIO MORTALE è un discreto thriller poliziesco, forse pervaso da esasperata violenza, diretto dall'allora semisconosciuta ma già bravissima, come dimostra la sua interessante e variegata (ma soprattutto mai banale) filmografia, Kathryn Bigelow.

Il frenetico montaggio rende più appassionante la storia, facendo passare in fretta le romanticherie con l'androgina ma sempre sensuale Jamie Lee Curtis, di una persona apparentemente 'normale' che, dinanzi alla possibilità inattesa data dal possesso di un'arma, sente scatenare, come una molla, in sé le pulsioni omicide, covate probabilmente da sempre.

Il film gioca su vari piani di lettura (le pulsioni scatenate dal possesso di un'arma, il rapporto attrazione/odio che lega la poliziotta e l'assassino, una donna che ha fortemente 'voluto' essere dalla parte della Legge per superare traumi di violenza domestica che la sua famiglia ancora vive dolorosamente).
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