SURVIVOR

Londra. Kate Abbott (Milla Jovovich), impiegata del Dipartimento di Stato statunitense, è assegnata all'ambasciata americana per controllare i visti: deve prevenire eventuali attacchi terroristici.

Una tremenda esplosione e il ristorante diventa la bara per svariati colleghi della donna.

E' il colmo, la polizia, guidata dall'ispettore Sam Parker (Dylan MCDermott) la crede l'autrice dell'attentato, quindi dopo essere fortunosamente scampata all'esplosione, capisce che l'unica soluzione rimasta è la fuga.

Accusata di crimini che non ha commesso, Kate dovrà dimostrare la sua innocenza mentre è inseguita dalla polizia e da l'Orologiaio (Pierce Brosnan), uno dei killer più ricercati del mondo, che ha azionato il timer mortale e intende farla tacere.

Per sempre.

Intanto un gruppo di terroristi progetta un attentato a Times Square.

SURVIVOR è un passabile ma impersonale thriller spionistico tutt'azione, ispirato (eufemisticamente) a "I tre giorni del Condor" ( la sequenza in cui la protagonista scampa al primo agguato è una citazione quasi diretta di quello che succedeva a Robert Redford) e IL FUGGITIVO, che si scapicolla dall'Afghanistan a New York.

Due le sorprese: l'elegantissimo ex 007 Pierce Brosnan, che convince nei panni dell'inedito cattivo freddo e laconico, e Milla Jovovich (ancora un bel vedere) troppo vestita.

KATHERINE WATERSTON

La perfezione strutturale e letale dello xenoforme più famoso (e bastardo) della storia del cinema, in arte ALIEN, è pari solo alla sua ostilità.

E la determinazione della scienziata al comando della nave spaziale Covenant, nella vita terrestre Katherine Waterston, è pari solo al suo fascino.

Certo replicare la leggendaria Ripley, alias l'oggetto volante più sexy di Hollywood Sigourney Weaver, nell'ultimo (anche se è un prequel) Alien è un'impresa stellare.

La fantastica Katherine, canottiera sudata, capello corto e sguardo killer, ci prova e ci riesce.

Del resto l'ha scelta Sir Ridley Scott...

Statunitense, ma nata su un altro pianeta, Londra, 37 anni, una gavetta teatrale e venti film (Da vizi di forma a Steve Jobs, niente di memorabile dunque), arriva da una famiglia di attori.

Padre, madre, tre fratelli. La razza è quella.

La bravura, mostruosa.
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